venerdì, 27 novembre 2009,12:02
Mi è stato detto che manco di autostima.
Penso che, sì, a volte è vero.
L'autostima però è qualcosa che si impara. fin da piccoli. fin da Vale. e per questo a volte essere genitori è il lavoro più duro che si possa immaginare. e per questo è importante il mondo che ti circonda. ogni giorno.

Penso anche che nel percorrere la strada troppo spesso mi è capitato di incontrare persone che sistematicamente hanno minato la stima che avevo per me stessa. A partire da mio padre e a seguire, fino a ieri praticamente.

Con il pretesto di insegnarti qualcosa. Con la scusa di far di te qualcosa di migliore.
Ti fanno notare i tuoi difetti e le tue mancanze, danno più risalto a quello che manca rispetto a quello che c'è. Poco importa quanto sia in pecentuale. Ciò che gli viene all'occhio è sempre un lato negativo.

Credo che si, non sia del tutto involontario, sistematicamente, sminuire l'altro per dare rilevanza a se stessi.
Ci sono persone che imbruttiscono il tuo essere per apparire piu belle. Per sentirsi migliori, perchè in fondo non si sta un gran bene con se stessi, li dentro.

Non si tratta  forse di cattiveria. Ma di aridità. ed di egoismo, insieme ad una mancanza di autostima ben peggiore di quella indotta da altri.

A volte ci ho messo ore a capire. altre ci ho messo mesi. in qualche caso  anni.
ed il percorso per uscirne è stato perigroso. e lungo.
Perchè non è facile e trovare  un pò di se stessi quando si è stati a lungo a contatto con queste persone.
Se tutto quello che fai è sbagliato, semprei, cerchi prima o poi di fare ciò che è "giusto". e vai per tentativi, nella vana speranza di fare "bene".
Ma non funziona. E alla lunga non capisci più ne cosa è giusto ne cosa è sbagliato.
ti perdi.
Non capendo ancora che qualsiasi cosa che fai non sarà mai giusta .ne "bene". ne abbastanza.
ogni scelta è fallace.
ogni parola è travisata.
ogni gesto inutile.

e ci si perde. in questo mondo di inadeguatezza.

e si diventa un pò come loro. a volte solo per difendersi, o per tentare di sopravvivere. vedendo anche negli altre più che altro le mancanze. tanto per sentirsi un pò migliori. ma non fa sentire migliori tutto questo. anzi, rende il quotidiano insostenibile.

"è bene tutto quel che ti fa stare bene"

a volte questo campanello suona. e quando suona si ridimensiona tutto. si chiude la porta. e si ricomincia da capo. passo per passo ci si ritrova.

e sistematicamente, almeno per un po' si comincia a rifiutare le persone che hanno questo modus operandi. quasi inconsciamente. Di certo, il rifiuto è talmente intimo da non accettare compromessi.

già.. almeno per un po'.. sperando che quel "po'" duri a lungo.

Passo avanti dunque, pensando a quelle persone che mi hanno,al contrario, accordato  un valore assoluto, che nessuno mi potrà togliere.


Un grazie particolare al mio capo, Giam. che è uomo, dunque fallibile. Ma che per me ha fatto molto.

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lunedì, 23 novembre 2009,15:47
"Ale, ma ti piacio veramente così tanto come sembra?"
"Si, anche di più."


a saperlo la cambiavo qualche anno fa. :D
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venerdì, 20 novembre 2009,14:51
odio i lunghi preamboli, anche perchè qualcuno di voi che mi conosce dal vivo già conosce la mia storia.
In pratica negli ultimi anni tutti i componenti della mia famiglia sono venuti a mancare.
Le uniche persone rimaste del mio nucleo di origine sono una zia (sorella di mia madre) e suo marito, con relativo figlio e compagna.
Essendo l'unico riferimento in essere qualche anno fa ho deciso di trasferimi a Melzo, dove loro abitavano da sempre. Sia per motivi affettivi che per motivi logistici.
L'anno scorso loro si sono trasferiti in un paesotto limitrofo.

Vale quest'anno ha cominciato la scuola, con alcune difficoltà, non tanto a livello didattico, ma quanto a livello emotivo.
Dopo un primo colloquio con l'insegnante all'inizio di ottobre, è risultato evidente questo periodo difficoltoso per lui, esternato in molte maniere.
Di fatto, la serie di cambiamenti che ha affrontato (tra cui la chiusura definitiva dell'unica relazione che ho intrattenuto in questi anni con l'unica persona che lui ha considerato una sorta di figura paterna) nonchè il cambio di ritmi ed altre  piccole cose hanno evidenziato una sua forte mancanza di autostima.
Capita spesso infatti che corregga pesantemente al ribasso i voti dati dalle insegnanti, inoltre spesso nei discorsi viene fuori che lui si senta "sbagliato" o "cattivo".

In questo quadro, già in precedenza, avevo provato a parlare con i miei zii, che si occupavano di Valentino fintanto che facevo il tempo pieno, tutte le sere, e dall'inizio della scuola due sere a settimana.
Infatti spesso nei discorsi che mi faceva mia zia riguardo a Valentino veniva fuori l'inadeguatezza attribuita da lei al bambino.
Vale è disordinato, Vale è maldestro, Vale è disubbidiente, Vale non ascolta, Vale non è capace di far questo, di far quello, Vale non è pronto per andare a scuola, Vale si sporca. ecc ecc.
Ho provato piu e piu volte a dire a mia zia che quello che pensava doveva sicuramente dirlo a me, ma non farsi sentire da lui.
ma non ho ottenuto risultati.
di fatto, settimana scorsa, sono andata a prendere il bimbo, portando con me un libro, preso in biblioteca proprio su un bimbo così. che è cambiato solo quando ha trovato un gatto grigio che gli ha fatto notare che, anche se su alcune cose non era perfetto, su molte altre invece "andava alla grande".. ed è bastato questo piccolo incoraggiamento per migliorare in tutto. Ho fatto leggere il libro a mia zia, con Vale. Ma ahime di quel libro ha interpretato solo che prima o poi i bambini crescono, senza "leggere" le motivazioni di questa crescita.

Subito dopo mi ha fatto leggere lei il verbale della riunione di interclasse. incui si evidenziavano le difficoltà dei bimbi della classe di Vale.
ad ogni singola riga, Valentino era la motivazione di quel verbale. Perfino quando si parlava di due bimbi che avevano serie difficoltà nell'apprendimento.
A nulla è valso il dialogo fattogli la sera prima in cui le dicevo che la maestra mi aveva riferito che Valentino aveva fatto grossi passi in avanti.
A nulla è valso che le facessi leggere un voto (10 e lode) ad un dettato il cui commento dell'insegnante era "sei stato proprio un mito!"

Allora ho ribadito che non è di questo genere di comportamenti che ha bisogno Valentino.
La sua risposta è stata "se non ti va bene quello che faccio trovati qualcun'altro che te lo tenga". per ben due volte. e tutto alla presenza di Vale, che ne frattempo piangeva.

Da allora ovviamente non si sono fatti piu sentire. tranne due messaggi veramente crudeli e distaccati. e ovviamente vado io a prendere Vale.

Quello che mi amareggia di più, anzi mi fa star  proprio male è che chi paga è Valentino.
perchè non ho parole per spiegare l'accaduto. e anche se le trovassi, alla fine, lui è comunque quello che ha perso qualcosa.
L'unica famiglia che ha. che per quanto sbagliata è una parte grossissima della sua vita. e della sua sfera emotiva

ecco. a questo io non riesco a rassegnarmi.
Io ci ho rimesso solo qualche ora di piu di lavoro ed una sera libera ogni tanto.
ma lui ci ha perso molto molto di più.
e in tutto questo mi sfugge proprio dove ho sbagliato. perchè non sono stata ne aggressiva ne accusativa in nessuno dei dialoghi avuto con mia zia.
son giorni che mi chiedo dove è l'amore in tutto questo.
rivedo i momenti in cui mi avevano chiesto di diventare i tutori legali di valentino, e in cui mi avevano chiesto di non cambiare casa. e ripenso che quei momenti sono avvenuti quando avevo una relazione stabile, che in qualche maniera forse li spaventava.

o quando all'inizio di settembre mi hanno chiesto un cospiquo aiuto economico per far fronte a una parte della ristrutturazione della loro casa.

ed ora che invece sono sola, mi hanno chiuso loro la porta in faccia. quasi senza motivo.

non per me. non pretendo sinceramente di essere vista per quella che sono da chi mi ha sempre considerato la pecora nera.
ma per un cucciolo d'uomo che realmente non ha nessuna colpa tranne quello di essere mio figlio. ancora una volta.
ecco. questo non mi da pace. il dolore di mio figlio.

Ho trovato il coraggio di scriverlo altrove, lo posto qui per ricordarmene.
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venerdì, 20 novembre 2009,13:39
Sempre più frequentemente mi capita di scontrarmi con fatti che rivelano che molte persone hanno un motto che sembra essere "ad ogni costo".
Faccio quella o questa cosa ad ogni costo,
Voglio quella o questa cosa ad ogni costo,
Continuo così ad ogni costo.

sarà perchè credo di aver già pagato il mio conto, e a volte anche quello altrui, ma "ad ogni costo" non mi appartiene.

Anche perchè troppo spesso ho notato che sotto a quel costo ci rimangono le persone più indifese, a volte questo atteggiamento calpesta gli altri o peggio, noi stessi, senza magari nemmeno rendercene conto, almeno per un pò.

Non è che bisogna necessariamente essere accondiscendenti con la vita, ma un conto è lottare, un altro imolarsi.

Anche perchè se quella data cosa non arriva, ci deve essere un perchè da qualche parte. o nell'assunto o nel presupposto o nella strada o più semplicemente nel fato.

Ecco, trovo che perseguire con il modello "ariete", non sia un atteggiamento sano e nemmeno sensato.

Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità



Credo che il mio motto diverrà "Prenditela morbida"..
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Link | categoria:vita
mercoledì, 11 novembre 2009,15:47
Qualche giorno fa è nata Ginevra.
Vedendola foto della sua mano, con quella del papà è impressionante.la sua sembra grande come una moneta da due euro.  E' piccina, delicata, indifesa.

Questo avvento mi ha colpito.

Otto mesi. Lei è nata prima. Quante cose possono succedere in  meno di otto mesi...In otto mesi si costruisce una vita. e non solo a parole. E loro lo hanno fatto.

ed i miei ultimi otto mesi? Cosa facevo otto mesi fa? sette? cinque..Meglio non pensarci. e' tutto assolutamente impagaronabile a questo miracolo.

Ci vuole infinito Amore per mettere al mondo un figlio.
Alcunii lo chiamano egoismo, altri lo chiama incoscienza.
Ma son certa che chi non considera questo atto un miracolo non è mai stato genitore.

Perchè questa faccenda di mettere al mondo una creatura nuova è null'altro che Amore.
 Amore per noi stessi, per l'altro. Amore per la Vita.

Insieme ad una buona dose di fiducia. In te, nell'altro, nel mondo, nel futuro.

Ecco, Edo. Ti ammiro. Per tutto questo amore. Per tutto questo coraggio. Per tutta questa vita.

(Il resto delle parole le ho perse.. e forse non torneranno più)
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lunedì, 02 novembre 2009,14:13
Dopo essere stata a lungo confinata in un angolo a margine del mondo, finalmente altrove ritrovo la luce
nella semplice trasparenza.
Ho perso nel tempo, nei mesi passati, nella bruttura di quelle buca buia la cognizione del senso delle parole, che ora inaspettatamente hanno un significato.
Realtà.  Oggi.  Domani.
domani, sì, anche domani esiste.

Quasi fossi ubriaca di questa luce, così concreta da sembrare affilata, rimango a metà tra l'imbarazzo e la paura.

Ho un' infinità di termini da comprendere. ho una lingua nuova imparare. Mi sento infinitamente piccola, ma maledettamente viva.

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giovedì, 22 ottobre 2009,12:01
Settimana scorsa, al supermercato ho comprato dei pezzi di feltro colorati per farne lavoretti con Vale.

Ieri pomeriggio ci siamo seduti sul tappeto in camera sua armati di forbici pennarelli e colla.
Visti i colori, Valentino ha deciso di fare un albero, da applicare alla sua finestra.
Tagliato il tronco ed i rami. infine le foglie. Che poi abbiamo colorato per i dettagli con i pennarelli. qualche trama nera, alcune rosse ed alcune grigie.

Alla finestra io ho attaccato l'albero. Valentino le foglie. "Lavoro finito" penso. Vale invece è li che conta..
"1234567.. mamma, mancano due foglie!"
"no Vale, ci sono tutte quelle che abbiamo tagliato" replico io..
"mamma, ti dico che mancano due foglie.. le facciamo per favore?"
" va bene Valentino.. solo due? sicuro?" 
"si mamma, ne mancano solo due"

Ritagliate le nuove e colorate ci rimettiamo alla finestra. Attacchiamo le ultime due..
Ora Valentino guarda felice il suo albero. e dice:
 "vedi mamma, ora ci sono tutte.. mettiamoci sopra anche una lettera col pennarello.. questo è V di Valentino, questa è la M di mamma, questa rossa più in alto di tutti  è A  di Andrea, questa è  F di Fabio, poi c'è la zia Ola e lo zio Giangio, la Lilli e il Davide e poi questa, questa gialla questa è  una F è il mio amico Francesco. Questo è l'albero dell'amore. e ci sono tutte le persone a cui voglio bene. Così ogni volta che guardo la finestra mi ricordo di loro"
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giovedì, 15 ottobre 2009,14:00
Non mi interessa che lavoro fai.

 

Voglio sapere per che cosa soffri, e se osi sognare di soddisfare l'anelito del tuo cuore.

 

Non mi interessa quanti anni hai

 

Voglio sapere se, a costo di renderti ridicolo, correrai il rischio di inseguire l'amore, i sogni, l'avventura di essere vivo.

 

Non mi interessa quali pianeti hai nel tuo segno zodiacale.

Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se ti sei aperto, davanti ai tradimenti della vita, o se ti sei ripiegato su te stesso e ti sei chiuso per paura di soffrire ancora!

 

Voglio sapere se riesci a convivere con il dolore,il mio o il tuo, senza muovere un dito per nasconderlo, attenuarlo o alterarlo.

 

Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, che sia la mia o la tua;

se puoi danzare con la pazzia e lasciare che l'estasi ti riempia fino alla punta delle dita senza ammonirci di stare attenti, di essere realistici né rammentarci i limiti di noi, esseri umani.

 

Non mi interessa se la storia che mi racconti è vera.

Voglio sapere se riesci a deludere un altro per essere fedele a te stesso;

se tu puoi sopportare l'accusa di tradimento senza tradire la tua anima.

 

Voglio sapere se sai essere fedele e quindi affidabile.

 

Voglio sapere se riesci a vedere la bellezza anche se non è bella da vedere ogni giorno, e se puoi trarre vitalità dalla presenza di Dio.

 

Voglio sapere se puoi convivere con il fallimento, il tuo e il mio, e in piedi sulla sponda di un lago, continuare a gridare all'argentea luna: «Sì!»

 

Non mi interessa dove vivi o quanti soldi hai.

 

Voglio sapere se, dopo una notte di angoscia e disperazione, riesci ad alzarti esausto, con il dolore nelle ossa, e fare il tuo dovere per i figli.

 

Non mi interessa chi sei, come sei arrivato qui.

Voglio sapere se resterai con me in mezzo al fuoco senza tirarti indietro.

 

Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato

Voglio sapere che cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto crolla.

 

Voglio sapere se sai stare solo con te stesso; e se ti piace davvero

la compagnia che tieni a te stesso nei momenti vuoti.

 

L'invito, ispirato dal Sognatore della Oriah Mountain,

 

anziano nativo americano, maggio 1994

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martedì, 13 ottobre 2009,15:54




ieri sera ero in viaggio.
tra la campagna ed i miei pensieri.
L'orizzonte verso la città brillava come una sottile lama d'oro. Le luci nitide delle finestre illuminate nelle case. Le alpi lontane tinte di blu.
Vento freddo.
L'odore dell'autunno nell'aria.

Ripenso ad una frase che ho letto da Paolo ieri. "in amore non esiste sottrazione"

e ripenso alle parole fluite nel week end
alla nostalgia che provo a tratti.

Strano realizzare a piccoli pezzi che non ho nostalgia per i momenti passati.
Questo incomprensibile sentimento simile alla malinconia che mi prende non è per quello che ho avuto e non tornerà.
é per quello che non può tornare. perchè non se ne è mai andato. semplicemente non c'è mai stato.

per tutto quello che avrebbe dovuto...

Penso al pranzo di natale, al rumore della chiave nella toppa, all'essere svegliata con un bacio al ritorno da un lungo viaggio. Alla tavola già preparata all'ora di cena. A quel film mai visto. All'odore di caldarroste in una via di una città sconosciuta. Con queste luci. Con questi colori. Al perdersi e poi ritrovarsi bevendo cioccolata
Penso all'andare per boschi. al comprare i biglietti per l'aereo. Al progettare una casa. A litigare per il colore di un mobile. Scegliere un auto nuova. Far la coda dal dottore. All'odore della terra fuori casa. Lo scaldabagno rotto. A quella sera senza corrente.
A quella volta che..
a quella volta che non ci sarà mai.

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martedì, 29 settembre 2009,13:59
A volte si scappa.
Conosco più di cento modi diversi di scappare. a partire dall'uso di sostanze psicotrope per arrivare ad un semplice viaggio. oppure si scappa nella gente, si scappa negli altrui problemi, nelle altrui vite. si scappa anche inquadrandosi in un ruolo. in un rapporto o nella società. Trovando qualcosa da fare, che assume il tono di un interesse, o di una mania. un impegno.
non è detto che sia sempre una fuga cosciente, anzi per lo più avviene quasi in maniera naturale, senza una volontà, senza che ce ne si accorga. e senza schemi da seguire.
Ma prima o poi, quello da cui scappi ti raggiunge. Tanto in fretta quanto più sei emotivamente evoluto.

Beh. ammetto. Ora so che stavo scappando.
Scappavo da me. dal vivere una serie di emozioni. Umane. Ma che forsa non ero pronta ad affrontare.
Chissà perchè.
Chissà perchè il mio inconscio mi ha regalato l'illusione di aver il possibilità di scapolare emozioni.
Forse è stata semplicemente una vacanza da tutto quell'elaborare che mi stava consumando.

Non ci ho messo troppo a capire che avevo perso la strada per sentirmi, per ascoltarmi.
L'avere nel mio soggiorno (sia quello reale che quello intimo) una serie di scatole disordinatamente accatastate che mi impediscono di vivere la casa (entrambe le case)  è servito.
E' servito anche sentire che non stavo realmente bene ovunque io fossi.
ma non perchè non ci sono posti dove si possa stare bene, ma perchè non si può stare bene se non si sta bene con se stessi.

Ora non mi resta che  riordinare i contenuti. Buttando a malincuore qualcosa, sistemando altro e mettendo in cantina altro ancora.

Mi costerà un poco. qualche ammissione. qualche lacrima. qualche rimprovero.

Ma ora la riprendo, la strada.. è bastato accorgersi di averla smarrita.
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mercoledì, 23 settembre 2009,15:44
eh si che di cose da dire ne avrei..
Vale ha cominciato la scuola e anche la scuola calcio (io avrei preferito il basket ma ha scelto lui)
Sto finendo di sistemar casa, ho fatto una tecnica su una parete color ocra, è veramente piacevole da guardare.
continua in parallelo la ricerca della casa nuova.. ma ora con piu calma.. in fondo il nido ora c'è.

Mi accorgo che il mondo è pieno di persone belle, ho continuamente nuovi spunti di riflessione.
è un buon periodo.

vorrei solo avere piu tempo.
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lunedì, 14 settembre 2009,17:07
Stanotte:

Attraverso una foresta su una bellissima panoramica. Guidando una spider rossa, un pò datata. Vedo il mare dall'alto, con il vento tra i capelli, in una splendida mattina estiva.
Sudamerica.
Alla prima uscita mi fermo per pranzo. Mi ritrovo in questo piccolo paese sperduto, di vicoli aggrovigliati e di case basse a tratti bianche e a tratti coloratissime.
Bimbi che fanno disordinatamente e gioiosamente il bagno al mare anche se l'acqua meno pulita che dall'alto.
A pranzo mi metto a chiacchierare con due persone un uomo ed una donna, un pò piu grandi di me, anche esse straniere. diciamo di importazione. abitano li infatti.
si chiacchiera un pò. parlo della mia vita.
Ho girato il mondo, sono stata in giappone, ho visto l'asia e l'Australia. poi due mesi in America.
Sono più di due anni che giro per il mondo.
Il posto mi piace. decido di fermarmi. e di cercare li una sistemazione
Vorrei abitre li. Vorrei che quel posto divenisse la mia casa.
Cerco un albergo per la notte,  un albergo di lusso mi dico,  ed invece mi propongono un due stelle che fa angolo con una delle vie di principale passaggio della cittadina. Una piccola veranda con un profilo di colonnine bianche. La sala da pranzo con le finestre allineate sulla via principale. Tante finestre ed i tavoli sono apparecchiati con le tovaglie a quadri bianchi e rossi, brocche di cotto e posate spaiate.
Rustico ma mi piace.
Sono sola. ma sono felice, piena di idee, di progetti, di vita.

Mi sveglio.
Non riesco a cogliere il sogno nella sua essenza. Sento solo come tutto quello che ho vissuto nel sogno possibile, ma irrealizzabile. Mi sento come avessi una zavorra di cemento dentro e fuori.
Penso a Vale, alla scuola, al lavoro, alla casa.
Penso che potrei fare di quel sogno la mia vita. Invece sto qui..
Questo fa girare storto un pò la giornata.

eppure bastano un pò di chiacchiere razionali ed il sogno è cosi semplice
Quella è la mia vita. con altri colori. Quei viaggi sono  il mio passato. non si chiamavano Tokio, Sidney e New York le città che ho visitato. e non erano città. erano vite, persone, esperienze emozioni. Ho girato il mondo, è vero.
E sono sola, si. guido la mia spider rossa un pò datata.. che è la parte fisica di me stessa.
Ma io posso stare bene dove sto.
E mi fermo. perchè questo è il luogo.anche se non tutto perfetto.
e decido di fare progetti, di costruire una casa, di avere una nuova vita.
qui. si. perchè qui mi piace,
perchè qui ci sono arrivata solo perchè un giorno di molti anni fa ho deciso di viaggiare.
ed ho molto vissuto, tanto da arrivare fin qui.
 
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lunedì, 14 settembre 2009,15:57
Oggi è stato il primo giorno di scuola.
Vale era tutto allegro e pieno di energia.
Quando hanno chiamato il suo nome gli ho dato il cinque.
ma quando si è allontanato con quello zaino che sembrava piu grande di lui mi è venuto un pò di magone.

Ieri sera Vale ha chiesto al mio ex (che non è suo padre, ma è l'unico uomo che abbia frequentato con frequenza da quando è nato) di accompagnarlo questa mattina.
Ne avevamo già parlato in precedenza (col mio ex) e avevo ritenuto opportuno evitarlo, in quanto in qualche maniera è necessario un minimo di distacco verso una persona che comunque non ci sarà in futuro, o ci sarà molto poco.
Però, nel sentirglielo chiedere ho avuto una stretta al cuore.
Immagino che gli faccia paura la vita, e che in qualche maniera si renda conto che siamo soli.
l'ho interpretata come una richiesta di presenza, e di sostegno, di condivisione.

Crescere non è facile.

si, il futuro di mio figlio mi spaventa un pò
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mercoledì, 09 settembre 2009,13:54
A seguito di ripetuti scontri con me stessa e con il mondo sono adivenuta a più miti consigli.
O meglio, sono arrivata alla conclusione che la vera ricerca interiore passa necessariamente, non solo attraverso il tentativo di accettazione di se stessi e del presente, per gettare le basi per futuro, ma anche e soprattutto su una rivalutazione obiettiva del passato. Una rivalutazione possibile solo quando si è in grado di estraniarsi abbastanza da non sentirsi parte in causa.
Il tempo di solito fa questo.
altre volte lo fa la respirazione.
altre volte ancora l'impellente necessità di andare oltre.

Ho anche notato che la rivalutazione del passato non è statica. O meglio lo è. Ma non è calcificata. Ci sono occasioni e frangenti che ti si presentano (credo in base ad una sorta di gradi di maturazione) che danno lo spunto per rivivere il passato e sentirlo in maniera differente.

cosichè sentirsi differenti anche nel presente, con nuove sensazioni e aspirazioni.

questo è parte della strada.
questo mi da la coscienza di essere viva ed in continua evoluzione.
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mercoledì, 09 settembre 2009,10:00
Idee, pensieri, sensazioni.
Passi e cambiamenti.
Sto rivedendo gran parte delle mie valutazioni su fedeltà, morale, tempo.

Mi sento viva.
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